sesta sinistra | transetto
CAPPELLA MAGGIORE
Dipinti murali
Scuola lombarda
San Girolamo;
Santo vescovo (?);
angeli con i simboli della Passione;
motivi decorativi vegetali (simili a grottesche (?))
Frammenti di affreschi
XVI secolo, fine
Abside, parete di fondo e laterali
Dipinti su tela (quadroni)
Andrea Lanzani (1641 – 1712)
San Pietro cammina sulle acque
1672 circa – documentato
Abside, parete di fondo
________
Giovanni Evangelista Draghi
(1654 – 1712)
San Benedetto accoglie San Mauro e San Placido fanciulli
1672 – documentato
Presbiterio, parete sinistra
________
Carlo Sacchi (1616/1617 – 1706)
Martirio di San Placido e Santa Fulvia
1670 – documentato
Presbiterio, parete destra
________
Ambito di Carlo Preda (1651/1652 – 1729)
Martirio di San Paolo
XVII secolo, seconda metà
Coro, parete sinistra
________
Ambito di Carlo Preda (1651/1652 – 1729)
Martirio di San Pietro
XVII secolo, seconda metà
Coro, parete sinistra
Coro
Carlo Garavaglia (1617 – 1663) e integrazioni del XX secolo
Stalli
1643-1645 (colonnine tortili, zoccoli di sostegno) / 1950-1953
Coro
Bassorilievo
Bottega lombarda
Stemma della famiglia Portinari
XV secolo, metà (1458-1461)
Abside, esterno (su via F. Corridoni)
♦ Nel cuore del Rinascimento: la committenza Portinari
La parte absidale della chiesa — caratterizzata dalla terminazione piana, elemento tipico dell’architettura cistercense e umiliata — conserva ancora oggi alcune tracce di affreschi risalenti alla fase precedente l’ampliamento seicentesco.
L’area era stata profondamente rinnovata nella seconda metà del Quattrocento, quando Pigello e Azzareto Portinari finanziarono la costruzione della cappella maggiore, della sacrestia, degli armadi e del capitolo. La sacrestia quattrocentesca, edificata intorno al 1460, presentava una splendida volta a vela dalle proporzioni classiche, su peducci scolpiti con figure di apostoli, profeti e motivi vegetali. L’ampliamento successivo ne troncò una parte sul lato ovest, inglobandola nel nuovo assetto absidale.
Le insegne Portinari murate oggi all’esterno dell’abside provengono proprio dagli ambienti demoliti o modificati durante questi interventi.
♦ La prima configurazione architettonica
La cappella quattrocentesca era più piccola di quella attuale. Un disegno nella raccolta Bianconi mostra un ambiente rettangolare con due sporgenze laterali che separavano presbiterio e coro.
vedi in: www.lombardiabeniculturali.it
Nel 1500, a pochi anni dall’elevazione della chiesa al rango di abbazia (1498), si rese necessario ampliare il coro per accogliere il crescente numero di monaci.
Il consigliere ducale Francesco Visconti, nominando il monastero erede universale, destinò per testamento 2000 ducati alla costruzione di una nuova abside.
Il progetto non fu però realizzato: grazie al benestare papale, i religiosi destinarono la somma alla costruzione del nuovo chiostro, come ricorda il Puccinelli, che attesta la data 1509 dipinta nel refettorio.
♦ L’ampliamento dell’abside e nuova configurazione spaziale
L’intervento venne realizzato nel 1571, quando con l’abate Paolo Orio si avviò un vasto cantiere che ridisegnò completamente l’area presbiteriale.
L’abside venne allungata fino alla strada retrostante e la cappella maggiore assunse l’attuale conformazione: due ambienti consecutivi, con presbiterio coperto da una cupola e coro voltato a botte lunettata.
La cappella assunse così l’assetto odierno.
♦ La trasformazione barocca (1640–1670)
Dal 1640 l’abate Giulio Redaelli avviò un profondo rinnovamento in stile barocco.
I documenti dell’Archivio di Stato attestano che:
• nel 1643 Carlo Canavese e Carlo Garavaglia realizzarono il nuovo coro intagliato;
• nel 1644 Camillo Alsona e Johann Christoph Storer furono incaricati delle pitture murali che decoravano l’intera cappella.
Negli anni Settanta del Seicento si aggiunsero i grandi dipinti su tela:
• San Pietro cammina sulle acque (Andrea Lanzani)
• San Benedetto accoglie San Mauro e San Placido fanciulli (Giovanni Evangelista Draghi)
• Martirio di San Placido e Santa Fulvia (Carlo Sacchi)
Nel coro sono presenti anche il Martirio di San Paolo e il Martirio di San Pietro, attribuiti a Carlo Preda.
Le fotografie storiche mostrano un fastoso apparato di stucchi bianchi con putti, cartigli e festoni, in continuità con trabeazioni e capitelli barocchi.
♦ Interventi del Settecento
Nel 1740 l’abate Gerolamo Arrigoni fece realizzare il nuovo altare maggiore in marmi policromi con rifiniture in bronzo, arricchendo ulteriormente la scenografia liturgica della cappella.
♦ Distruzioni belliche e restauri
Durante la Seconda guerra mondiale, la cappella subì danni devastanti: il coro fu completamente distrutto e — secondo una testimonianza tramandata — il legno recuperato dalle strutture venne utilizzato per scaldare le abitazioni durante i mesi più difficili del conflitto.
Le grandi tele furono invece salvate grazie alla loro rimozione preventiva, come documentato negli archivi storici della Soprintendenza di Milano.
Progetto di F. Bossi e A. Brambilla per la Sistemazione del presbiterio e del coro della Chiesa di San Pietro in Gessate di Milano, Archivio Parrocchiale di S. Maria della Passione | S. Pietro in Gessate ⇒
♦ Gli affreschi tardo-cinquecenteschi
I restauri del dopoguerra eliminarono l’intero apparato barocco, lasciando le pareti spoglie e riportando alla luce alcuni frammenti di affreschi tardo-cinquecenteschi nelle lunette e nelle nicchie dell’abside.
Le decorazioni sono riconducibili al periodo compreso tra il 1571 e il 1640, ossia tra l’avvio del grande ampliamento e la successiva stagione barocca. Si tratta di frammenti significativi, che documentano la fase artisticamente più sobria e meditativa del tardo Cinquecento, prima dell’intervento dei pittori seicenteschi.
NOTIZIE STORICHE
♦ Data edificazione: 1450 /1458-1461
♦ Committenze: Azareto e Pigello Portinari
♦ Sepolture: Francesco Visconti; Cesare Guasco; Francesco Ferdinando Davali; Giulio Cattaneo; famiglia Trincheri; famiglia Sclafenate (?); famiglia Maino
ICONOGRAFIA
♦ San Pietro e San Paolo (patroni della chiesa)
♦ San Benedetto, San Placido, San Mauro e Santa Fulvia
♦ San Girolamo (?), Santo Vescovo e angeli con simboli della Passione
♦ Colomba tra raggi di luce
♦ Resurrezione
♦ Crocifissi
♦ Stemma araldico famiglia Portinari
TUTELA E CONSERVAZIONE
♦ 1943 – danni bombardamento 14-15 agosto
♦ 1946 – restauro post guerra – a cura della Soprintendenza di Milano
Direzione lavori: architetto Claudio Buttafava
RICERCA STORICO-ARTISTICA
A cura del progetto L’Arte inVita
Contributi di:
♦ Elizabeth Dester (2025)
PRODUZIONE VIDEO
♦ Perimeter (2024)
ARCHIVI STORICI
♦ Archivio Parrocchiale S. Maria della Passione | San Pietro in Gessate di Milano
♦ Archivio Civico Fotografico del Comune di Milano
♦ Soprintendenza di Milano:
Archivio storico fotografico; Fondo Momumenti; Archivio Storico Beni Culturali e Artistici (Brera)
♦ Archivio di Stato di Milano
♦ Archivio Storico Civico di Milano
♦ Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarellli
LE OPERE
WORK IN PROGRESS | PROGETTO PARTECIPATO PER LA CONDIVISIONE DELLE CONOSCENZE SULLA CHIESA DI SAN PIETRO IN GESSATE DI MILANO|
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