Immagini in evidenza: dettagli delle opere durante le indagini diagnostiche con luce UV
Immagini in evidenza:
dettagli delle opere durante le indagini diagnostiche con luce UV
Tutela
Custodire un patrimonio vivo
Restauro, ricerca e partecipazione per la salvaguardia delle opere mobili di San Pietro in Gessate.
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Uno sguardo collettivo, un desiderio di conoscenza e cura rivolto al patrimonio culturale, troppo spesso fragile e non abbastanza tutelato. Le opere sono molte, mentre le risorse e le energie disponibili risultano spesso insufficienti.
Moltiplicando gli sguardi si amplia la percezione, e la conoscenza può diventare più profonda attraverso il dialogo, la partecipazione e la condivisione. È in questa relazione che l’esperienza artistica rivela la propria natura autenticamente generativa: un’esperienza capace di creare vicinanza con le opere e di attivare accordi interiori tra chi osserva, custodisce e riconosce in esse una presenza viva.
Storia, cultura, spiritualità , antiche narrazioni — talvolta dimenticate, eppure ancora preziose — continuano ad abitare queste opere e i luoghi che le custodiscono. Valori, memorie e forme di conoscenza che oggi risultano spesso difficili da accogliere, anche a causa della progressiva perdita degli strumenti di lettura e interpretazione necessari per comprenderne il linguaggio.
Molte sono le componenti che costituiscono la consapevolezza del coinvolgimento, effettivo o potenziale, di ciascuno nell’arte intesa come Bene comune.
Da questi presupposti nasce la pratica di cura e salvaguardia delle opere promossa da ObiettivoRestauri, iniziativa sviluppata da L’Arte inVita nell’ambito del Progetto partecipato per San Pietro in Gessate.
In attesa della riqualificazione complessiva della chiesa di San Pietro in Gessate — progetto istituzionale diretto dalla Soprintendenza ABAP di Milano e sostenuto da finanziamenti ministeriali, che ha recentemente avviato la prima fase di indagini diagnostiche — le iniziative di ObiettivoRestauri, dedicate alle opere mobili, intendono da un lato rispondere all’attenzione manifestata dall’opinione pubblica, che ha sostenuto e sollecitato con forza la salvaguardia del complesso monumentale, dall’altro promuovere una pratica concreta di partecipazione alla tutela del patrimonio.
Attraverso ObiettivoRestauri, il restauro diventa non soltanto un intervento tecnico di conservazione, ma anche un percorso di conoscenza, partecipazione e restituzione pubblica.
Ogni campagna sostiene infatti anche la ricerca storico-artistica necessaria e propedeutica all’intervento conservativo, permettendo di approfondire la storia delle opere, le problematiche conservative, le fasi del restauro e le scoperte che emergono durante il lavoro dei restauratori.
La raccolta, l’archiviazione e la condivisione della documentazione prodotta contribuiscono inoltre ad aggiornare le schede istituzionali delle opere e a garantirne la permanenza nel tempo, sia online che onsite.
Le campagne già concluse hanno reso possibile il recupero di importanti opere del Seicento, oggi restituite alla comunità dopo gli interventi di restauro.
Altri restauri sono attualmente in corso, mentre nuove iniziative sono in preparazione grazie al sostegno di donatori, enti e persone che hanno scelto di partecipare concretamente alla tutela di questo patrimonio.
A tutti coloro che hanno contribuito va la nostra più sincera gratitudine.
Il loro sostegno non ha permesso soltanto il recupero materiale delle opere, ma ha contribuito a rafforzare un’idea condivisa di patrimonio culturale come bene vivo, da custodire, conoscere e trasmettere nel tempo.
Iniziative
per San Pietro in Gessate
Prossima campagna:Â
Settembre 2026
Restauri in corso
Ambito lombardo, Cristo Benedicente, XVII secolo
Restauri conclusi
Ambito lombardo, San Pietro, XVII secolo
Ambito lombardo, San Paolo, XVII secolo
G.B. Secco, Adorazione dei Magi, 1609
ObiettivoRestauri
promuove:
- Il patrimonio culturale come Bene comune
- La partecipazione attiva alla cura delle opere
- Il restauro come forma di conoscenza e restituzione
- Il dialogo tra ricerca, conservazione e divulgazione
- La trasparenza nella gestione delle campagne
- La documentazione e diffusione pubblica degli interventi
- La permanenza nel tempo delle conoscenze prodotte
Nota sul logo
Il cerchio blu, ispirato al fascio luminoso degli strumenti UV utilizzati durante le indagini diagnostiche sulle opere, nasce dall’esperienza diretta dei sopralluoghi e del lavoro di osservazione ravvicinata svolto durante le campagne di restauro.
La luce UV permette infatti di rivelare dettagli normalmente non visibili, portando alla luce tracce, stratificazioni e informazioni preziose sulla materia dell’opera.
Tradotto in forma simbolica, il cerchio isola un frammento senza aggredire l’immagine, quasi come una presenza silenziosa che invita a guardare più da vicino.
Inoltre richiama alcuni temi centrali del progetto:
- indagine;
- rivelazione;
- memoria materiale;
- stratificazione del tempo;
- conoscenza attraverso l’osservazione;
- dialogo tra arte e ricerca scientifica.


